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Saudi Arabia demand compensation for climate agreement

Italy
La Stampa.it
04/08/2010

Ryad teme che economia basata sul petrolio sarebbe penalizzata

Roma, 4 ago. (Apcom) - L'Arabia Saudita intende chiedere - e ottenere - indennizzi a livello internazionale per gli eventuali danni che saranno arrecati alla sua 'petro-economia' da un accordo globale sul cambiamento climatico. Un patto planetario sulla riduzione delle emissioni dannose non sembra esattamente dietro l'angolo, ma il Paese con le più grandi riserve di greggio al mondo, e che lo scorso anno ha incassato quasi 300 miliardi di dollari dalle esportazioni di idrocarburi, mette le mani avanti. Ryad - confermano al Guardian fonti Onu che hanno partecipato ai negoziati di Bonn questa settimana - vuole mettere nero su bianco la clausola 'compensazioni' in caso la produzione di petrolio subisca un calo a causa di un piano contro il cambiamento climatico.

Ma gli indennizzi dovrebbero arrivare da un fondo messo a disposizione dei Paesi più danneggiati dalle misure anti-surriscaldamento, Paesi già oggi poveri essenzialmente, che segnalano pesanti malumori per la rivendicazione saudita. L'Arabia Saudita, come altri Paesi Opec, sostiene che la propria economia dovrà affrontare grandi difficoltà in caso di una crociata globale anti-Co2. E già lo scorso anno, prima della Conferenza di Copenaghen, ha sollevato la questione.

Il ragionamento è semplice: oltre a petrolio e sabbia, il Regno saudita non possiede risorse, quindi non può essere penalizzato da una svolta che punterebbe anche all'affrancamento dalle risorse energetiche tradizionali.

"Assurdo", replicano i delegati della Aisos, l'Alleanza dei Piccoli Paesi Insulari che sarebbero tra i destinatari 'logici' di fondi per sostenere un periodo di transizione economica e sociale dopo l'accordo sul clima. La richiesta saudita "va contro lo spirito dei negoziati, che mira ad aiutare i Paesi poveri ad adattarsi a qualcosa che non hanno provocato direttamente", fanno notare dall'Aisos.

Insomma, un problema nel problema delle sempre non facili trattative per un patto contro il cambiamento climatico. A contrastare gli argomenti di Ryad, tuttavia, c'è anche uno studio realizzato lo scorso anno dall'Agenzia Internazionale per l'Energia, secondo cui in caso di un accordo le economie che dipendono dal petrolio non vedrebbero un calo delle loro entrate per molti anni.

El contenido de las noticias que se presentan en esta sección es responsabilidad directa de las agencias emisoras de noticias y no necesariamente reflejan la posición del Gobierno de México en este u otros temas relacionados.

    

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